Senza essere asseverativi per fare qualcosa basta solo un po' di voglia, ma la "voglia" incontra poche simpatie fra gli uomini di buona volontà e soprattutto fra i giovani: troppe licenziosità e un uso incontinente corrompono i significati fino al punto di adoperarli in troppe circostanze per indicare condizione, competenza, virtù, disponibilità, privilegio, genio, ricchezza, cultura...
Troppi termini vengono usati per enfatizzare comportamenti risoluti senza apportare significativi miglioramenti a tutto quello che di solito si riesce a fare con un minimo di volontà, per adeguarsi ai tempi che corrono, dove tutto procede per inerzia. E invece tutti corrono - senza alcun beneficio, se poi tutti continuano ad esternare sentimenti oppressi, poco piacevoli - che rischiano di diventare cronici per chi ha scelto di vivere secondo uno stile di vita che permette di uscire di casa per andare a scuola, al lavoro e la domenica in chiesa, alla partita e al cine per ritornare a rinchiudersi in casa, più che svagato, rinchiudendosi in un'armatura per sperimentare indurimenti o varie de-sensibilizzazioni del corpo o riduzioni della respirazione al riparo da contatti con l'ambiente esterno. Secondo Giuseppe (il mio dottore) non è grave costruirsi una corazza neuro-muscolare come condizione naturale per una sua funzione nella sopravvivenza dell'individuo in casi specifici e momentanei di traumi o di dolore, anzi, curando molti di questi casi lui si può permettere un tenore di vita dispendioso, piacevole e spensierato. La gravità spraggiunge però quando queste l'armature diventano una consuetudine che squilibra la funzione biologica di un individuo, influenzando il suo comportamento anche in circostanze senza traumi o dolori da sopportare, perpetuando il comportamento di evitare il piacere e di censurare le emozioni, oltre a impedire naturalmente il mantenimento di una buona salute e una vita sociale felice - é un gran casino. Se se ne sente l'opportunità (per motivi religiosi, scolastici, familiari, di lavoro ecc.) si può anche rifiutare a priori, con rifiuti ansiosi, ogni cosa piacevole, ma non ha senso; come non ha senso di farlo con le cose spiacevoli e senza rifiuti. Comunque ognuno è libero di fare quello che vuole, anche i miracoli: c'è chi fra di noi riesce addirittura a fare un sacco di soldi senza fare un c...o, senza tanti problemi e senza distoglimenti dalla proverbiale indifferenza di modelli non asseverativi che danno la facoltà di continuare a fare più o meno sempre qualcosa ma sempre senza stress.