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ADNKRONOS NEWS

 

  • Riscaldamento Globale


Le tecniche enologiche condizionano le cantine, sempre più fresche, in netta contrapposizione a zone diventate troppo calde... dove i nuovi impianti non hanno ancora terminato l'opera di sostituzione di vecchi vigneti di aree calde (del centro e soprattutto del sud) di perfetta stabilità vegetativa-produttiva e uve prodighe di peculiarità, finite, dopo lunghissimi viaggi, dentro un'infinità di bottiglie italiane e francesi.
Con l'impianto di vigneti nuovi si sta cercando di ottenere il massimo attraverso particolari proprietà qualitative dell'uva verso un migliore equilibrio tra bouquet, potenziale alcolico, ecc. dopo l'adozione di varietà, tecniche di coltura e di cantina d'avanguardia, già sperimentate con successo altrove ma a latitudini più fresche, e in grado di confermare fin dall'inizio le già note potenzialità di questi territori.
Infatti qui tutto è favorevole per fare senza difficoltà, a parte quella di saper sceglierne la tipologia, vini di qualità.
In cantina finora è stato possibile raggiungere il livello dei prodotti d'elite, simbolo del successo dei vini italiani nel mondo, mentre nei vigneti c'è chi si da da fare per migliorare la qualità del vino vendemmiando in anticipo o raccogliendo uve più mature (eliminando poi in cantina un po' di alcol) a conferma che anche nel migliore ambiente favorevole alla viticoltura sarà la cantina a farla da padrone.

[fonte: ORGANICOinfo 2007]

  • Vini tipici o atipici?

Diamo il nostro apporto agli elogi (esagerati o topiche) sulla tipicità di vini doc, docg o igt celebrati ogni giorno in rete.

L'appartenenza a denominazioni a difesa di prodotti tipici consente di disquisirne a priori come se lo fossero davvero, anche quando la tipicità può essere intesa come esclusività, singolarità, eccezionalità.

Specialmente fra i produttori dei consorzi di prodotti tipici si ritiene opportuno precisare (grazie al forte contributo di una folta schiera di persone che non beve ma degusta, sputa e giudica) che i loro vini si distinguono dagli altri per essere insoliti, anomali... atipici.
Una situazione che permette a chi ha meno a che fare con il mondo del vino di continuare, a chi è da bosco e da riviera pure e ai produttori di una qualsiasi doc
di produrre implicitamente ed esplicitamente un vino con un certo grado di tipicità determinato dal consorzio di appartenenza e di non agire in mala fede impiegando tecniche alternative per fare un vino che sia più gradevole ai consumatori.
Chi è animato dal desiderio di dare al consumatore la possibilità di bere un vino piacevole o di fare il miglior vino possibile, lo può fare in buona fede con un vino da tavola.

[fonte: ORGANICOinfo 2007]



 
 
  • LINKS  da meditazione

Il Molino (FI)
La Gattaiola (PI)
da Enrico(PI)
San Martino (PI)
Cantina Senese (LI)
EnoLab (PI)
La Botteghina (PI)
Demos (LI)
La Ceragetta (LU)
Macea (LU)
Lemmi (PI)

    dall'archivio...

  • Biofach in Cina


Nasce Biofach Cina, che debutterà quest’anno a Shangai, dal 31 maggio al 2 giugno, e le previsioni parlano di una presenza di circa 200 espositori.
Quello della Cina è un mercati tra i più promettenti in assoluto per il biologico: con un giro d’affari relativo alle sole esportazioni di circa 350 milioni di dollari, è uno dei più importanti rifornitori di materie prime biologiche al mondo, ma anche il mercato interno, con un giro d’affari di circa 300 milioni di dollari, ha una rilevanza di primo grado.

fonte: Biofach newsletter


  • Veneto: rassegna di vini bio a Ca’ Scapin 


Negli stessi giorni di Vinitaly si è svolta un’altra importante manifestazione sui vini biologici: “Ca’ Scapin 2007, la Renaissance des Appellations”, una rassegna di 83 produttori biologici e biodinamici provenienti, oltre che da alcune regioni italiane, da Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Germania, Slovena, Austria, Georgia e Libano. I partecipanti puntano a “un ritorno al legame intimo che il vino esprime tra microclima, vigneto e savoir-faire enologico locale”. A metà aprile i piccoli produttori del vecchio continente avranno un’altra possibilità di riunirsi in occasione di Vignerons d’Europe (Montpellier, 14 e 15 aprile), dove 1000 vitivinicoltori si troveranno per discutere insieme le problematiche del mercato e della produzione enologica e trovare soluzioni comuni.

fonte: SlowebA


  • Frescobaldi incrementa il fatturato


La holding, che commercializza vini di pregio di fascia alta, ha realizzato un fatturato di 67,3 milioni di euro, con un incremento del +17% rispetto al 2005. Nell'ultimo decennio la crescita della cifra d'affari del Gruppo Frescobaldi è stata continua, sebbene nei primi anni del 2000 il mercato del vino sia andato incontro a una fase congiunturale negativa. La crescita è dovuta da scelte strategiche, volte al continuo miglioramento della qualità, della percezione e della distribuzione dei prodotti del Gruppo, nonchè ad un miglior sfruttamento dei prodotti strategici e delle organizzazioni di vendita.

fonte: Adnkronos/Ign


  • Legge finanziaria 2007 (biologico)


E' stata approvata vla legge finanziaria per il 2007, senza modifiche rispetto al testo del maxi-emendamento del Governo. Queste le norme che più direttamente riguardano il settore del biologico: 36-bis. Per gli anni 2007, 2008 e 2009 alle imprese agricole e agroalimentari soggette al regime obbligatorio di certificazione e controllo della qualità ai sensi del regolamento CE n. 2092/1991, del Consiglio, del 24 giugno 1991, e del regolamento CE n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, anche se riunite in consorzi o costituite in forma cooperativa, é concesso un credito d’imposta pari al 50 per cento del totale delle spese sostenute ai fini dell’ottenimento dei previsti certificati e delle relative attestazioni di conformità. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge di concerto con il Ministro per le politiche agricole, alimentari e forestali, sono stabilite, nel rispetto delle disposizioni comunitarie in materia di aiuti di Stato, le modalità per l’accesso all’agevolazione di cui al presente comma, entro un limite di spesa pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. - 619-bis. L’autorizzazione di spesa per l’attuazione del Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica e i prodotti biologici di cui all’articolo 1, comma 87, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è incrementata di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008, 2009.

fonte: Verdi Senato


  • Vino da tavola venduto come Igt


PADOVA - Tre persone sono state arrestate dai carabinieri del Gruppo antisofisticazioni e sanità di Milano nell'ambito di una operazione, denominata 'San Leo', riguardante lo smercio di ingenti quantitativi di vino da tavola come vino pregiato. La truffa avrebbe riguardato, secondo una stima,un quantitativo di un milione e 600 mila litri di vino.
I provvedimenti in carcere, eseguiti nelle province di Padova, Verona e Milano, sono stati emessi dal Gip di Verona nei confronti di imprenditori e commercianti del settore viti-vinicolo per reati che vanno dall'associazione per delinquere finalizzata alla truffa continuata, all'insolvenza fraudolenta e alla bancarotta fraudolenta.
Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri del Nas di Padova, in collaborazione con il personale del distaccamento di Verona dell'Ispettorato centrale repressione frodi, l'organizzazione acquistava del comune vino da tavola da cantine sociali in Puglia, Campania e Abruzzo, non provvedendo poi ai pagamenti, e la rivendeva come vino pregiato Igt del Veneto.

Ma c'è anche di peggio.

fonte: ©ANSA  (16:40:28  29 dicembre 2006)

OAM:  nanotecnologie e macrorischi


Dagli anni 80 in poi non tutti gli approcci dei processo manifatturieri classici hanno continuato a partire dal più piccolo per andare verso il più grande... certe applicazioni industriali hanno potuto usufruire dei vantaggi di ricerche nanotecnologiche e di organismi atomicamente modificati ottenendo risultati “interessanti” in diversi settori (creme solari, vernici, inchiostri per stampanti, materiali ultra-resistenti ecc.).

La nano-scienza ha abbattuto le frontiere chimiche, fisiche e biologiche modificando strutture molecolari in modo da generare materie con proprietà inedite.

Mentre le applicazioni industriali accelerano il passo i consumatori sono lasciati liberi di sguazzare in nano particelle e flussi di polveri sub-microscopicue, non senza rischi.

Le nano-polveri dalla loro piccola dimensione potrebbero superare le barriere biologiche (pelle, sangue-cervello), contaminare la catena alimentare e disperdere una nuova classe di prodotti non biodegradabili...

Sul piano economico si profila una frattura nanotecnologica a profitto di alcuni giganti industriali sempre più integrati (a capofitto).

Sul piano etico, queste tecnologie minacciano una maggior sorveglianza del cittadino a sua insaputa.

Il rischio di continuare a diffondere applicazioni per studiarle e discuterne soltanto in seguito c'è tutto, senza nessun organismo di controllo e senza una grande trasparenza su ricerche di fondo in mano a chissà chi.

Senz'altro le lobbies industriali saranno in grado studiarle e discuterne al meglio anche per dimostrare che quello dell'amianto era un nano-scandalo.

fonte: infoch


Scarpe grosse e cervello fino


Guy Verhofstadt, primo ministro belga dal 1999, dimessosi dopo le elezioni di giugno, dovrà restare in carica fino alla formazione del nuovo governo.

Verhofstadt (nel mese di luglio 2006 ha acquistato una proprietà a Radda in Chianti) non partecipando alle elezioni e intenzionato alla fine di questa legislatura a dedicarsi completamente alla viticoltura, dimostrando uno scarso attaccamento alla poltrona, non è un modello positivo di politico da seguire...

fonte: starwebt


La "Collezione" di Rolland


Michel Rolland ed il suo genero David Lesage, i consulenti bordolesi più famosi, hanno creato la Collezione Rolland per commercializzare i vini dei settori di cui Rolland o sua moglie Dany sono proprietari o azionisti.

Lo scopo non è di fare concorrenza ai commercianti, ma di facilitare l'acquisto dei marchi stranieri "Rolland", non abbastanza distribuiti in Francia, e di favorire il contatto con i clienti confusi di fronte ai grandi numeri della distribuzione.

La Collezione Rolland distribuirà gli “châteaux” bordolesi Le Bon Pasteur, Bertineau Saint Vincent, Rolland-Maillet, Fontenil, Château La Grande Clotte; gli argentini Yacochuya, Val de Flores; i sudafricani Bonne Nouvelle et Remhoojte e lo spagnolo Campo Eliseo.

fonte: Adnkronos/Ign


Un nuovo boss alla Pernod Ricard


Per la prima volta il gruppo Pernod non sarà diretto da un Ricard.

Dal 2008 Patrick Ricard sarà sostituito al vertice dell'azienda da Pierre Pringuet, ex consulente tecnico di Michel Rocard (ex primo ministro e direttore delle industrie agricole ed alimentari).

Dal 1987 lavora come direttore a PR e nel 2001 ha controllato il riacquisto di Seagram, un'operazione che ha fatto di Pernod Ricard il primo gruppo agroalimentare francese.

fonte: tvn


Vigneti  meno cari


L'aumento di prezzo delle vigne in Italia è stato stabilizzato.

Se dal 1996, il prezzo delle terre viticole è aumentato molto rapidamente. tra il 2004 ed il 2005, il prezzo di un ettaro di vigna ha seguito il ritmo dell'inflazione italiana, cioè di 1,8%.

L'aumento dei costi di produzione e la nuova legge agraria recentemente votata in Italia hanno esercitato una certa influenza sull'entusiasmo degli investitori.

Un ettaro di vigna DOCG, il più caro in alto Adige, si paga fino a 430.000 euro.

La Sardegna è la meno cara, vi si paga fino a 19.000 euro l'ettaro...

La Toscana potrebbe essere l'eccezione che conferma la regola.

fonte: ansa

  • MENO SO2


Nel vino ci sono vari tipi di anidride solforosa di diversa importanza. Per attitudine antisettica e antiossidante la SO2 è tuttora il conservante più usato in cantina, ma sono diversi i produttori biologici e biodinamici che non ne fanno uso.

Con un mercato che richiede vini sempre più sani c'è una maggiore attenzione alle modalità e dosi d'impiego di SO2 durante la fase di affinamento del vino in cantina per ridurne la quantità, per la salvaguardia della salute del consumatore e per adottare determinate tecnologie mirate a ottenere una migliore sanità e qualità del vino.

E a garanzia di tutto questo ci sono gli organi di controllo.


ORGANICOinfo2007

  • VINO LEGGERO PER STREGARE I CINESI


"Si cresce se si cresce tutti insieme; se si pensa a mercati come la Cina, è necessario fare massa critica, pur mantenendo ognuno la propria identità".
Filosofia limpida quella di Cosimo Maria Masini, 30 anni, ingegnere chimico ambientale prestato all'agricoltura biodinamica.
Masini è titolare dell'azienda agricola omonima, sulle colline tra Ponte a Elsa e San Miniato, che con il Comune e la griffe di calzature Cafè Noir sta tentando la conquista del mercato cinese.
Alla fiera del tempo libero di Hangzhou infatti, dove l'amministrazione comunale ha affittato uno spazio espositivo che ha anche messo a disposizione delle aziende del suo territorio, l'azienda agricola Masini ha portato vino e olio di sua produzione.
Una scommessa che piace al giovane titolare dell'impresa, proprio in virtù dello spirito con cui si impegna a far progredire la sua azienda. L'idea cioè che lavorare in squadra possa portare più risultati che agire ognuno per sé. "La squadra fa forza, lo spirito di gruppo è premiante", sottolinea infatti l'ingegner Masini. "Del resto", commenta, "il problema dell'Italia è il voler fare le cose troppo da soli. La nostra formula, sia per i mercati nuovi ed emergenti che per quelli tradizionali, è la stessa: lavorare sul prodotto per raggiungere sempre nuovi consumatori".
L'azienda agricola Masini (una tenuta con 1000 piante d'olivo e 12 ettari vitati nuovi e vecchi, che danno allo stato attuale una produzione annuale di 50mila bottiglie di vino rosso e più recentemente anche bianco con uve Sauvignon e Chardonnay) ha portato in Cina l'annata 2002, partendo dal presupposto che "chi si avvicina al vino in Cina è un neofita" - spiega Cosimo Maria Masini - "per questo abbiamo scelto un'annata leggera, più bevibile per tutti".
A domandargli quale sia la sua ricetta imprenditoriale, lui risponde che "ci vuole passione, sacrificio e obiettivi concreti. Operiamo con la biodinamica e gran parte del lavoro è dedicata alla conoscenza, allo studio accurato per promuovere la biodiversità, quindi vita e natura, come cerchiamo di comunicare già con il logo della nostra etichetta (disegno dell'artista tedesco Tobias Reberger, ndr)".
Ad Hangzhou l'azienda agricola Masini rimarrà fino alla fine dell'expo, il 22 ottobre 2006. "Finora abbiamo ricevuto l'interessamento di un imprenditore inglese in visita là. E' il nostro primo expo all'estero e ci piace cogliere l'opportunità. Più che cercare ristoranti come potenziali clienti, la nostra strategia è mirata: si può entrare sul mercato cinese solo attraverso i buyers".

da IL TIRRENO del 28 aprile 2006


È TUTTO UN DIRE:

il mondo del vino è in crisi


Se è vero che i migliori affari si fanno nei periodi di crisi questo potrebbe essere un momento adatto a far “ciccia”.
Può succedere però di riavvicinarsi ancora una volta al mondo del vino spronati solo dal vecchio vizio di riuscire a scovare per la nostra tavola più di un buon bicchiere di vino “granato con brillantezze di tramonto” bevibile o dal desiderio di fare due passi in campagna: dalle mie parti il mondo del vino non è lontano dal primo passo e basta uscire di casa e dirigersi a piedi in periferia che si incontrano già i primi vigneti di vecchi e nuovi insediamenti.
Poi tutt’intorno, di volta in volta, non hai che da scegliere la direzione perché la vite qui viene coltivata indistintamente dappertutto, dalla pianura alla collina, in terreni particolarmente vocati in passato alla coltura di cereali e non più di venti anni fa in collina il grano la faceva da padrone proprio in quei terroirs che hanno reso oggi famosi alcuni vini locali, in zone dove è forte la credenza che il vino nasce nel vigneto e magari da vitigni di solito considerati locali o meglio autoctoni. Ma dappertutto sono spuntate enormi cantine e tanti nuovi vigneti di varietà internazionali perchè a quei vitigni, già scartati in passato, sono stati preferiti di nuovo altri di qualità superiore e perché si è sempre saputo cosa ci si può tirare fuori dalle rape.
Quello che salta agli occhi da un’attenta considerazione degli usi e dei costumi della popolazione adeguatasi ai cambiamenti scaturiti da una migliore valorizzazione del territorio a seguito del “boom” del vino è stupefacente.
Nel territorio e addirittura nelle città del vino è possibile trovare con un po’ fortuna o senza tante difficoltà un bicchiere di vino in un bar, un circolo o una pizzeria circondati da altre persone che bevono superalcolici, birra o qualcos’altro di strano.
Qui sembra che l’approccio della popolazione con il vino di solito avvenga solo fra le quattro mura di casa dove si pasteggia con un vino particolare ma non ben definito se non come “del suo”, fatto in proprio o acquistato “a poco” da amici o conoscenti. E fuori di casa sembra che del vino li per lì non ne sappiano niente ma alla fine non c’è nessuno che non ammetta che “il mio vino è genuino, quello in giro è tutto sofisticato ma il mio no, e da quant’è bono è bono anche annacquato”.


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